SMONTIAMO FEDEZ. DALLA FINTA CENSURA AL SUO DISCORSO | AFICIONADOS
- Aficionados

- 3 mag 2021
- Tempo di lettura: 6 min
Articolo di Leonardo Frascaria

Mentre gli italiani si accingono a vivere la prima domenica di timide aperture, il rapper Fedez spara il suo pistolotto al concertone del Primo Maggio, conquistandosi la leadership di nuovo pioniere della dittatura del politicamente corretto. Ma cerchiamo di smontare l’accaduto pezzo per pezzo.
Federico Lucia, in arte Fedez, il rapper che ha sposato la milionaria influencer Chiara Ferragni, lo scorso 1° Maggio è salito sul palco del Concertone lanciando il suo comizio politico contro la Lega e a favore del Ddl Zan. Nulla di nuovo, se non per i retroscena. Fedez afferma che gli è stato chiesto di sottoporre il suo discorso «ad approvazione politica» e che i vertici di Rai 3 intendessero censurare il suo discorso per via di nomi di partiti e di politici contenuti nel suo discorso. In verità nessuna censura sarebbe pervenuta da parte della Rai, e mai la Rai si è adoperata nel censurare il discorso di Fedez in quanto su quel contenuto non ha nessun potere. Qual è il ruolo della Rai all’interno dell’organizzazione del concertone del Primo Maggio? Lo afferma la stessa emittente in un comunicato nel quale dichiara che «la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi». La società scelta quest’anno dal Consorzio Primo Maggio è l’iCompany, con CEO Massimo Bonelli, il quale è direttore artistico dell’edizione 2021 del concertone del Primo Maggio. Stando a quanto affermato dalla redazione di Rai 3 nella mattinata di domenica, ad avanzare la richiesta dei testi degli artisti che sarebbero intervenuti al concertone sarebbe stata proprio la società organizzatrice dell’evento. Eppure, nessuna dichiarazione è arrivata né da Bonelli né dall’iCompany. Tuttavia risulta difficile credere al piagnisteo di Fedez che continua ad urlare alla censura. Il contenuto del suo discorso, prettamente politico, avrebbe fatto gola a chi sta dietro l’organizzazione dell’evento. Basti pensare che Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai 3, è stata nel 2006 portavoce di Walter Veltroni, ex sindaco di Roma del Partito Democratico. Nonostante il ruolo, non è stata mai smentita la sua vicinanza al partito di maggioranza della sinistra. L’evento è organizzato con il sostegno della regione Lazio e con il patrocino di Roma Capitale, la prima guidata dall’ex segretario del Partito Democratico e la seconda guidata dalla grillina Virginia Raggi. Insomma se c’è di mezzo la politica nella faccenda di Fedez, i cospiratori contro l’artista vanno cercati in quei partiti che appoggerebbero in pieno il suo discorso.
E a proposito di discorso, passiamo all’analisi del contenuto: Fedez in prima battuta ricorda tutti coloro che hanno perso il lavoro durante quest’anno di pandemia, punzecchiando il premier Draghi per aver dato tempestiva risposta alla faccenda della Superlega, ma neanche un cenno nei confronti dei lavoratori dello spettacolo. Tutto giusto se non per il fatto che Fedez dimentica di essere testimonial di Amazon, la multinazionale di Jeff Bezos, attorno alla quale negli ultimi tempi si sono sollevate numerose critiche per via delle pessime condizioni di lavoro riservate ai propri dipendenti. Ma il rapper milionario di Milano poteva mai incriminare l’azienda che in questo periodo gli dando una barca di soldi? Certo che no, non ci sono diritti che tengano dinanzi al denaro…ma questo discorso lo affronteremo più avanti. Il rapper prosegue con il suo discorso e arriva il momento clou del suo intervento: il pistolotto a favore della proposta di legge Zan e contro la Lega. Fedez parte in quinta marcia contro il Senatore Ostellari, il quale secondo il rapper lo stesso senatore «ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo che è stato già approvato alla Camera come il Ddl Zan, può tranquillamente essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso.» Tuttavia anche in questa parte il discorso di Fedez fa briciole e dimentica che il Sen. Ostellari non è lì per caso ma perché è anche egli stesso espressione di un popolo che lo ha democraticamente eletto. Inoltre perché non ricordare a Fedez, che un partito politico può e deve sfruttare tutti i regolamenti parlamentari qualora vi è il rischio che venisse emanata una legge sulla quale non è d’accordo. Si chiama democrazia, un concetto caro ad alcuni e dimenticato da molti che vorrebbero trasformare l’Italia in una piccola Corea del Nord o in una piccola Repubblica Popolare Cinese. Per quanto riguarda le affermazioni da parte di alcuni esponenti della Lega pronunciate da Fedez durante il concertone, sono assolutamente da condannare, ma non basta per giustificare il Ddl Zan. E’ facile prendere le parole forti di qualche mentalmente sprovveduto e appiccicarle nel contesto. Perché Fedez non prova a giustificare il Ddl Zan dal punto di vista dei numeri? Che non ci sono. Perché Fedez non ci porta la prova che conferma che l’Italia è un paese omofobo? Perchè non ha nessuna prova, l’Italia non è un paese omofobo, basta guardare alla grande solidarietà nei confronti di Malika Chaly, la ragazza cacciata di casa dai genitori perché lesbica. Se fossimo un paese omofobo, perché in 24 ore la raccolta fondi per la ragazza ha raggiunto oltre 100.000 euro? E perché Fedez non porta le lacune del potere giudiziario nei confronti di episodi di discriminazione nei confronti di persone omosessuali? Perché non ce ne sono. Da almeno 15 anni, con le norme vigenti, decine di sentenze, pronunciate da magistrature di ogni ordine e grado stanno condannando atti di discriminazione e di violenza nei confronti persone omosessuali e guarda caso senza legge Zan. Forse se passasse la legge zan sarebbe il primo ad essere incriminato per via del testo di alcune canzoni pubblicate da Fedez negli anni passati. Era il 2011 e Fedez nel suo brano ‘’Tutto il contrario’’ canta:
«Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing. Ora so che ha mangiato più wurstel che crauti. Si era presentato in modo strano con Cristicchi "Ciao sono Tiziano, non è che me lo ficchi?"»
Oppure facciamo qualche passo indietro, nel 2006, agli inizi della sua carriera quando Fedez pubblica il brano ‘’Canzone da gay’’ in cui afferma:
«Io lo so che ti piaccion le canzoni da gay devo farle perchè a te piacciono. poi ti chiedi perchè faccio le canzoni da gay perchè senza di te io come camperei?»
Certo caro Federico, come camperesti senza qualcuno che compra la tua nuova linea di smalto, un’altra mossa ad arte per sostenere il tuo portafoglio e non i cosiddetti diritti civili delle persone omosessuali. Verso la fine del suo discorso, Fedez lancia la frecciatina contro il ripristino della pensione di Roberto Formigoni, ma non è serata per il marito della Ferragni, non ne azzecca una. Anche qui, il cosiddetto ‘’vitalizio’’ (termine errato poiché si tratta semplicemente di una pensione maturata negli anni da parte di Roberto Formigoni in seguito ai suoi contributi versati) è stato reintegrato proprio grazie ad un provvedimento del Movimento 5 Stelle, quello stesso partito per cui Fedez scrisse l’inno nel 2014 e che in un’intervista concessa a ‘’Piazza Pulita’’ lo indicò come futuro della nostra nazione. Infine nel suo ‘’comizio’’, non manca l’attacco al Sen. Simone Pillon e al Vice presidente di Pro Vita & Famiglia, Jacopo Coghe. Quest’ultimo definito da Fedez come un ‘’ultracattolico’’. In questo caso possiamo capire che Fedez abbia lacune dal punto di vista religioso, ma ci teniamo a ricordare che non esistono ‘’ultracattolici’’ e cattolici moderati, esistono i cattolici, quegli strani uomini che sguainano le spade per affermare che le foglie son verdi in estate e per testimoniare che due più due fa quattro, come profeticamente affermava Gilbert Keith Chesterton. Insomma «che brutta storia», un concentrato di contraddizioni e ipocrisia, dove la sinistra prova a censurare la sinistra stessa e dove chi in questi giorni ha costruito la propria operazione di marketing sulle spalle degli omosessuali, lancia il pistolotto in difesa degli omosessuali. Che pessima figura caro Fedez, è ora che inizi a dire la verità a tutti, spiega che il tuo obiettivo era quello di incrementare il sacchetto di followers sui social e di irrobustire il tuo portafoglio grazie alla vendita dei nuovi smalti. Ancora una volta la prima forma di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, viene proprio dal mondo gay-friendly
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