Le vite dei cristiani contano
- Aficionados

- 31 ott 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Articolo di Maria Chiara Grana e Arcangela D'Andrea

Nadine Devillers, Vincent Loquès e Simon Barreto – Silva: sono i nomi dei martiri barbaramente uccisi nell’indifferenza generale, senza nessuna protesta e nessun hashtag lanciato per difendere la loro dignità di cristiani.
61 attentati terroristici sventati negli ultimi quattro anni; 34 quelli riusciti nell’ultimo anno. 865 chiese francesi vandalizzate, 1052 atti anticristiani nel 2019. Sono dati che sembrano essere stati ricavati da una pagina di un libro di storia sulla Rivoluzione Francese, invece appartengono alla storia della Francia del Ventunesimo secolo.
Nadine Devillers, Vincent Loquès e Simon Barreto – Silva: sono i nomi dei martiri barbaramente uccisi nell’indifferenza generale, senza nessuna protesta e nessun hashtag lanciato per difendere la loro dignità di cristiani.
La Francia delle grandi cattedrali gotiche, dei grandi centri culturali e delle università si trova a dover difendere la propria identità cristiana dal mostro del terrorismo islamico. Ma perché una delle roccaforti dello splendore occidentale sembra ora dare segni di cedimento di fronte all’Islam radicale? Una lenta e progressiva scristianizzazione: è questa la ferita che la Francia si trascina da anni e che la rende così vulnerabile nel 2020.
Un’altra matrice del declino culturale della Francia è da individuarsi nell’immagine errata dell’Islam che si è fatta strada grazie alle politiche del multiculturalismo che il Paese ha da sempre perseguito. l’Islam infatti non è la religione di pace e di fratellanza che determinate ideologie pacifiste vogliono farci credere.
“L’Islamismo è un mostruoso fanatismo che deve essere combattuto con forza. Non fermerà la sua guerra. Noi africani lo sappiamo troppo bene. I barbari sono sempre nemici della pace. L’Occidente, oggi la Francia, deve capirlo.” Parole dure ma necessarie quelle del Card. Sarah, le quali ora più che mai dovrebbero risuonare come monito ad un Occidente ferito e paralizzato da tutte le piaghe degli ultimi tempi.
Ma non sarà di certo una politica laicista che salverà la Francia dal suo martirio, perché come afferma Pascal Bruckner – saggista e scrittore francese – in una intervista su “il Foglio”: “Non è un caso che abbiano colpito la basilica, odiano i cristiani, che devono scomparire nella logica dell’Islam radicale. Odiano gli ebrei. Odiano gli atei. Hanno un odio assoluto per l’alterità. Il rischio se non facciamo niente è la vendetta popolare. Dobbiamo espellere migliaia di estremisti. Dobbiamo rivedere le politiche di immigrazione. L’Islam radicale è il nuovo nazismo del Ventunesimo secolo ed è apparso una mattina nei cieli di New York.”
Come quindi la Francia e tutto l’Occidente potranno rifiorire e vincere la battaglia contro l’Islam? Dice il ministro dell’Economia Bruno Le Maire “riaffermando la nostra cultura nazionale.” E di cosa è fatta la cultura nazionale francese? Checché vogliano dirne i laicisti, la cultura nazionale francese come quella di tutto l’Occidente è intrisa fino al midollo di cristianesimo. Ed è solo riportando alla luce le proprie radici cristiane che l’Occidente tutto potrà ritornare agli antichi splendori Medievali, che solo hanno gettato le basi per il progresso in tutti i campi del sapere e della cultura.
.png)




Commenti