American History X: quando un’ideologia uccide l’uomo
- Aficionados

- 4 ago 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Articolo di Leonardo Frascaria

Il film di cui oggi vi parlerò è ‘American History X’, film arrivato nelle sale cinematografiche italiane nell’agosto del 1999. Questo film drammatico con la regia di Tony Kaye ci porta a riflettere su quanto un uomo può spendersi realmente per una ideologia. Il protagonista di questo film è Danny Vinyard (interpretato da Edward Furlong) fratello di Derek Vinyard (interpretato da Edward Norton, volto noto per aver interpretato Tyler Durden nel film ”Fight Club’’). Danny fin da subito rimase affascinato dalla figura di suo fratello Derek, il quale faceva parte di un gruppo di Naziskin, e ben presto sposerà la loro causa: supremazia bianca nei confronti degli afro-americani che erano arrivati nel loro quartiere occupandolo, spacciando e assassinando persone. Ma proprio quando Danny entra a far parte degli Skin88, Derek è in carcere e deve scontare tre anni per aver assassinato due persone di colore mentre gli rubavano l’auto. Da dove nasce questa rabbia di Derek e Danny nei confronti degli afro-americani? Nel film lo possiamo capire benissimo quando Danny parla di suo padre, pompiere morto anni prima per mano di uno spacciatore afro-americano durante un’azione in un quartiere nero per spegnere un incendio. Nel film, Mr. Murray ( interpretato da Elliott Gould), insegnante ebreo di storia di Danny ed ex insegnante di Derek, riceve da parte di Danny una tesina in cui fa lode al ‘Mein Kampf’, ritenendo di seguire al meglio l’esempio del fratello più grande, e sconvolto da questa scelta, Murray chiederà l’espulsione di Danny a Dr. Bob Sweeney (interpretato da Avery Brooks), preside del liceo. Quest’ultimo avrà un ruolo fondamentale nella vita dei due fratelli. Bob chiede a Danny di scrivere una tesina su quanto ha influenzato la figura di suo fratello nella sua vita. Nel frattempo, Derek inizia ad allontanarsi dalle idee naziste, a causa del rinnegamento delle idee da parte dei Naziskin presenti nel carcere. Derek sarà vittima di brutali violenze a causa del suo distacco, ma è proprio qui che lui cade in una terribile confusione. Bob essendo l’ex insegnante di Derek, cerca di aiutarlo in questo terribile momento, egli non cerca di convincere Derek ad abbandonare le idee Naziskin ma lo sfida semplicemente chiedendogli ‘’Tutto quello che hai fatto ti ha reso la vita migliore?’’. Credo che questa sia la frase centrale di tutto il film, perché è una sfida al nostro io, una sfida alla nostra vita, è l’esatta domanda che tutti dovremmo farci per capire se ciò che stiamo facendo è realmente un qualcosa di positivo e vero per la nostra vita. Ciò vale per un naziskin, un comunista, un fascista, un cristiano, un protestante o un ateo. E’ una domanda che implica una verifica di ciò che stiamo facendo, se realmente ci rende felici o meno. Sarà proprio in quell’istante, il punto di rottura fra Derek e le idee naziskin. Derek uscirà dal carcere e ritornerà cambiato, cercando di abbandonare la sua vecchia vita a partire dal rapporto con il gruppo di naziskin e con la sua ragazza Stacey (interpretata da Fairuza Balk), quest’ultima parte, anch’essa terribile, mostra proprio la fragilità del rapporto fondato su una idea, infatti Stacey rifiuta molto facilmente di abbandonare i naziskin per Derek e incita gli altri del gruppo ad ammazzarlo. Danny che non ha mai perso fiducia e fascino nel fratello, abbandona anche lui il gruppo di amici Naziskin. I due fratelli sembrano rinati in una nuova vita, anche se qualche demone del passato gli corre ancora dietro le spalle. Nel finale, quando tutto sembra cambiato, un fatto assai terribile piomba nella vita di Derek, il fratello viene assassinato da un ragazzo afro-americano nel bagno della scuola. E qui che sorge per noi cristiani il tema principale di questo film: l’assenza di Cristo. L’assenza di un volto, di una presenza che realmente ti perdona e ti consola dai tuoi peccati. Chi perdonerà Derek per i suoi peccati? Chi porterà a Derek suo fratello assassinato? Chi asciugherà le sue lacrime pensando che anche lui è stato causa della morte di suo fratello? Nessuno se non la presenza di Cristo nella nostra vita. Ecco perché non è mai un’ideologia a salvare il mondo o le persone, la quale finisce sempre col diventare violenza, vuoto e tristezza e finisce con ucciderle, ma un fatto, un incontro con Cristo, che ti perdona ed Egli solo ti dona una vita nuova. Un film che vale la pena vedere.
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